Giulio Casale – Inexorable (© 2018 G / Marco Olivotto)
Giulio Casale – Inexorable versione LP

Giulio Casale – Inexorable (VRec)

Inexorable

nuovo album / 11 gennaio 2019

It’s been a long time coming, direbbe qualcuno… ma ci siamo: Inexorable verrà pubblicato l’11 gennaio 2019 da VRec Music Label. Sarà disponibile in formato digitale su tutte le principali piattaforme, nonché come oggetto fisico (CD, LP, LP vinile bianco).

Da un lato sembra incredibile che le prime sessioni di registrazione si siano svolte addirittura a dicembre 2016. Dall’altro, riascoltando l’album dopo la conferenza stampa di presentazione, ho d’istinto pensato “un caleidoscopio, uno spettro, come mi piacerebbe”. Dunque l’attesa non è stata vana, forse.

Qualcosa già si è udito e visto, peraltro: il 9 novembre scorso è stato pubblicato un giorno storico, singolo che anticipa l’uscita del nuovo lavoro. Il titolo è disponibile qui, ed esiste anche un video ufficiale per la regia dell’ottimo Carlo Tombola.

Un’anticipazione

L’album contiene undici brani nella versione CD e tredici nella versione LP. La produzione artistica è stata affidata a Lorenzo Tomio, con alcuni brani prodotti da Alessandro Grazian. Lo abbiamo registrato a Milano a cavallo di diversi mesi, non senza metodici ripensamenti.

Ringraziamenti dovuti a tante persone: oltre ai citati Lorenzo e Alessandro, non posso non menzionare Davide Pagano, Davide Dall’Acqua, Davide Andreoni, Elvin Betti, Lorenzo Corti, Alfredo Aliffi, Umberto Smerilli, Max Bredariol, Marco Olivotto, Laura Piantoni, Paola Ravagni, Silvia Casale, Carlo Garrè e Morgana Grancia (JaLaMedia).

Come tutte le opere, l’album dovrà necessariamente parlare da sé… ma potete farvi un’idea leggendo lo scritto di Laura Piantoni (moonmusic) che ne ha curato la scheda artistica.

Inexorable

Le cose cambiano, il tempo passa, a volte ritornano. E mentre mi aggiro nel Gran Casino che è la mia vita dell’ultimo periodo – voilà – mi cade tra le mani l’ultima fatica di Giulio Casale, con un titolo che soltanto a leggerlo sarebbe bastato a farmi scappare a gambe levate. Invece no: casualmente r-esisto, lo ascolto. E qui, tempo di arrivare sì e no al terzo brano, sfuma lentamente ogni presentimento profetico, perché un album con un titolo come Inexorable, che gran poco sembrerebbe lasciare all’immaginazione, si rivela un sorprendente intreccio di generi, immagini e ritratti.

Inexorable è il vento che Michel Houellebecq evoca in una delle sue poesie: un vento forte, in grado di scuotere il mondo e la staticità culturale che ci circonda.

Undici brani (più due bonus track nella versione in vinile) e nessun riempitivo – solo portate principali – ché di Tempo ne è passato dall’ultimo disco (Dalla parte del torto è del 2012), e le cose da dire non mancano, ma appaiono anzi necessarie.

Il Tempo, si diceva. Il grande sottinteso del titolo, lo stesso che scorre – sì, inesorabile – ma che Giulio attraversa con disinvoltura, sia quando guarda al passato (“ci siamo amati, noi, o era soltanto un video?”), sia quando getta occhiate sghembe al futuro (“quando me ne andrò… vivrò per sempre e ti racconterò cosa c’è in cielo”), rivelandosi nel contempo artista radicale e radicato nel Presente, consapevole del folle Zeitgeist di quest’epoca (un giorno storico). Tra fraintendimenti rabbiosi da social, premi alla persona meno rilevante dell’anno ed ebbri balli sulle macerie del mondo, il quadro generale è esattamente quello che vediamo ogni giorno dalla finestra.

Dal punto di vista compositivo, la matrice rimane quella della canzone cantautoriale, pur con qualche eccezione (scolorando Bice), ma l’arrangiamento spinge brani probabilmente concepiti con chitarra e voce verso ben altri lidi, in una commistione di generi che evoca sonorità post-rock schiettamente contemporanee.

Fra testi che sono poesie (soltanto un video), poesie un po’ incazzate (coscienza c) o ironiche invettive contemporanee (Roger trip advice) Giulio afferra la Parola, ci gioca e si prende gioco di noi, lasciandoci talvolta un vago senso di mancanza, come se ciò che ascoltiamo avesse bisogno di un appiglio materico, un grafema che disveli il segreto semantico – Passatemi il libretto, per favore. (“…distinguere pagliuzze e travi / dalle creme occhi e per mani / rimani.”)

L’ultimo titolo è resto io, uno spiraglio di ottimismo sul valore della propria individualità: perché se le cose cambiano, il tempo passa, a volte ritornano, è consolante scoprire che la coerenza di Giulio Casale non è mai andata via. G resta se stesso, Estremo.

Laura Piantoni

Piani altri

Ci sarà anche un tour, in cui sarò accompagnato da Alessandro Grazian nella maggior parte delle date. Potete trovare tutte le serate già confermate qui. Altre seguiranno, assieme ad alcune presentazioni che mi auguro possano raggiungere città da cui manco da tempo. Nel frattempo, ulteriori eventi teatrali e non, come da copione (mai da contratto).

Che altro dire se non – vi aspetto, come sempre, as always, comme toujours?

G

Ciò che fu prima

Nell’attesa, come ben sapete, abbiamo pubblicato alcuni brani nel corso del 2017. Si trovano soltanto in forma di video, qui di seguito.

  • resto io

    comunque resto io
    in bilico tra rabbia forza tenerezza
    di certo sono qui
    sopravvissuto agli anni zero-dieci
  • tutto cadeva

    il mar rosso era vino
    era sangue diviso
    dal viso divino
    caduto da noi
  • scolorando bice

    appartiene a un’altra razza, bice
    chi sa come è fatto il danno e il disinganno
    e in mezzo c’è una vasta zona brulla
    come un campo a diserbante
    ti addormenta e non ti culla
  • coscienza c

    vivere dovrebbe costare
    meno di pensare
    pensare dovrebbe costare
    la metà di vivere
  • sono corpo

    ma io innanzitutto sono corpo
    il mio corpo
    perché io innanzitutto sono corpo
    questo corpo
    questo mio corpo
    d’amore

Recensioni e interviste

    • Rolling Stone: “…Casale presenta questo nuovo lavoro in anteprima su Rolling Stone…”
    • Sound36: “…sa bene quello che dice e lo costruisce in maniera nitida, come sa fare solo chi ha scritto tanto, ha ascoltato tanto e ha aspettato tanto…”
    • Music Coast To Coast: “…militante negli Estra per quasi un ventennio, performer prestato al teatro in più di un’occasione, Giulio Casale sembra condensare al meglio entrambi i lati della medaglia…”
    • Rockol: “…canzoni che uniscono la forza sonora degli esordi, con arrangiamenti contemporanei, e con un’attenzione lirica alle parole che fa parte del suo DNA, e che offre un punto di vista diverso…”
    • Musictraks: “… la personalità di Casale è maturata e si è conformata al nuovo personaggio, così l’uomo coi tagli è riuscito ad ammorbidire qualche spigolo senza rinunciare alla propria personalità…”
    • Distopic [intervista]: «Del mio percorso non cambierei alcunché.»
    • Musictraks [intervista]: «Sfidando la distrazione imperante.»
    • Il caffè di Raiuno [trasmissione]: “scolorando bice” + intervista (inizio: 25’10”)
    • Distorsioni: “…L’ex frontman degli Estra non smentisce il suo fervore cantautoral/teatrale cantando e ironizzando sulle nostre esistenze e su temi di stretta attualità…”
    • Offline Magazine: “…Cinque anni è un salto in un traffico di pensieri dei giorni nostri…”
    • Radiocoop: “…Conferma tutto lo spessore qualitativo delle sue capacità compositive, unite ad una voce riconoscibile, espressiva, semplicemente bella…”
    • Indieland [intervista/unplugged]: mezz’ora a Radio Città Futura con Simone Mercurio (inizio: 30′ circa)
    • Off Topic Magazine [intervista]: “Giulio Casale: un anticonformista viscerale.”
    • Indie-roccia: “…Un Artista, che nonostante l’ego-mania imperante ha ancora la A maiuscola…” [NB: ultima recensione della pagina]
    • Nonsensemag [intervista]: “Faccio solo quello che posso. Scrivo tutti i giorni e poi pubblico quasi niente.”
    • Music Coast To Coast [intervista]: “Non si è mai potuto comunicare così tanto e non ci si è forse mai sentiti tanto soli, addirittura isolati.”
    • Rock Targato Italia: “…Conferma l’enorme importanza di un artista che continua a esprimersi con l’urgenza di sempre e con quella sua caratteristica lucidità introspettiva…”
    • Shiver: “…Casale ci regala paesaggi inquieti, domande da porsi e una musica in cui trovare un rifugio sicuro. Sperando che non ci faccia aspettare altri 5 anni per un disco di inediti di pari livello…”